Il 28 ottobre, lo showroom Mapei di Milano ha ospitato la conferenza “Architettura e sostenibilità: sostanza, qualità e forma” durante la Milano Arch Week 2025. L’evento, promosso da Mapei e il Dipartimento DAStU Polimi, ha riunito architetti e progettisti per discutere su rigenerazione urbana, riuso dei materiali e innovazione progettuale, sottolineando il valore del dialogo tra ricerca accademica e impresa per un’architettura sostenibile.
Una platea di architetti, progettisti e professionisti del settore ha partecipato lo scorso 28 ottobre, presso lo showroom Mapei di Milano, alla conferenza “Architettura e sostenibilità: sostanza, qualità e forma”, un appuntamento inserito nel ricco programma della settima edizione della Milano Arch Week, in scena dal 27 ottobre al 2 novembre.
L’evento, promosso da Mapei e dal Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU) del Politecnico di Milano, ha offerto un’occasione di confronto sul ruolo dell’architettura nella risposta alle sfide ambientali, sociali e tecnologiche contemporanee.
Milano Arch Week: la settimana dell’architettura e del futuro urbano
La Milano Arch Week è la settimana che la città dedica all’architettura, al paesaggio e al futuro urbano, promossa dal Comune di Milano, dal Politecnico di Milano e dalla Triennale Milano.
La settima edizione, intitolata “Inequalities and Architecture”, è stata organizzata in chiusura della 24ª Esposizione Internazionale di Triennale Milano (fino al 9 novembre 2025), approfondendo i temi legati alle crescenti diseguaglianze che caratterizzano le città e il mondo contemporaneo. In linea con il tema della manifestazione, l’incontro ha affrontato questioni legate alla sostenibilità, alla rigenerazione urbana, al riuso e all’importanza della relazione tra ricerca accademica e impresa nel mondo della progettazione.
Una collaborazione consolidata tra impresa e università
Il libro si propone come uno strumento di approfondimento per progettisti, studiosi e professionisti interessati a un approccio integrato alla sostenibilità — un approccio che considera materia, qualità e forma come dimensioni interconnesse del fare architettura.
L’evento del 28 ottobre si inserisce in piena continuità con questo percorso, rappresentando un momento di sintesi e rilancio della collaborazione tra mondo accademico e impresa, con l’obiettivo di promuovere una cultura del progetto capace di affrontare le sfide del nostro tempo con strumenti innovativi e consapevoli.
Il valore del dialogo tra ricerca e pratica
Ad aprire la serata sono stati i saluti di Simona Giorgetta, membro del Consiglio di amministrazione Mapei, e di Massimo Bricocoli, Direttore del Dipartimento DAStU del Polimi. Entrambi hanno ribadito il valore strategico del dialogo tra ricerca e impresa nel promuovere un’architettura in grado di coniugare qualità, sostenibilità e innovazione.
“Crediamo che impresa e università siano realtà complementari, capaci di integrare competenze e visioni per generare valore e innovazione. Solo così possiamo costruire un’architettura capace di rispondere alle sfide ambientali con soluzioni concrete e belle”, ha dichiarato Simona Giorgetta.
“L’architettura ha oggi la responsabilità di affrontare le disuguaglianze ambientali e sociali con strumenti nuovi e consapevoli”, ha aggiunto Massimo Bricocoli, sottolineando come il confronto tra teoria e pratica sia essenziale per costruire città più eque e sostenibili.
Il tema dell’incontro è stato poi introdotto e presentato da Giulia Setti, Ricercatrice in Progettazione Architettonica presso il DAStU e curatrice del volume “Architecture and Sustainability: Matter, Quality, Form”. Nel suo intervento ha messo in luce la necessità di un approccio al progetto capace di coniugare ricerca teorica e applicazione pratica, sottolineando come la sostenibilità non sia soltanto una questione di materiali o tecnologie, ma un principio guida che attraversa le dimensioni della materia, della qualità e della forma.
Frameworks: il racconto di Piovenefabi
Il cuore della serata è stato l’intervento degli architetti
Ambra Fabi e
Giovanni Piovene, fondatori dello studio
Piovenefabi, dal titolo “
Frameworks”. Attraverso la presentazione di alcuni loro progetti, i due architetti hanno raccontato il proprio approccio alla sostenibilità come processo dinamico, fondato sul riuso di materiali e strutture, sulla rigenerazione di spazi esistenti e sulla costruzione di relazioni sociali attraverso l’architettura.
Tra i progetti presentati, la CHAPELLE INT. LOT I di Parigi — parte di un ampio intervento di sviluppo urbano nel 18° arrondissement — rappresenta un esempio di rigenerazione attenta alla scala umana e alla relazione tra spazio pubblico e residenze. A Bruxelles, il progetto 7 Garden Pavilions esplora invece il tema dell’abitare collettivo e del dialogo tra architettura e paesaggio, con padiglioni che reinterpretano il rapporto tra interno ed esterno. Infine, il progetto METRO, realizzato nel 2017, è stato descritto come un atto di appropriazione simbolica: gli arredi Metrò reinterpretano la metropolitana milanese, rimuovendo idealmente ogni componente dal suo contesto per trasformarlo in un oggetto monomaterico, dando vita a un nuovo paesaggio domestico in cui il linguaggio tecnico della città si traduce in forma quotidiana e familiare.
Il loro racconto ha mostrato come il progetto possa essere inteso come una struttura aperta — un “framework” — capace di evolversi nel tempo, accogliendo cambiamenti e nuove funzioni senza perdere coerenza formale e qualità costruttiva.
Un confronto aperto sulle prospettive future
L’evento, accreditato per il rilascio di CFP per architetti, si è conclusa con una tavola rotonda che ha coinvolto, oltre ai relatori principali, anche Alessio Battistella e Kevin Santus, docenti e ricercatori del DAStU che hanno contribuito al volume. Un momento di confronto e dialogo che ha toccato temi centrali per il futuro dell’architettura sostenibile come l’importanza della ricerca applicata, la sperimentazione sui materiali e il ruolo dell’insegnamento verso le future generazioni di architetti e progettisti.
La conferenza ha segnato una tappa significativa in un percorso di ricerca e collaborazione che Mapei e il DAStU intendono proseguire, nella convinzione che solo attraverso il dialogo tra competenza, ricerca scientifica e sensibilità progettuale sia possibile immaginare un futuro sostenibile per l’architettura e la città.