Da Realtà Mapei n° 142 - 18/07/2017

Isolamento acustico e comfort abitativo

Vivere, soggiornare o lavorare in un ambiente acusticamente confortevole è diventato sempre più importante.

Quando si parla di isolamento di solito si pensa a quello termico, ma la protezione dal rumore è ormai divenuta un fattore fondamentale per raggiungere un buon comfort ambientale in casa, sul lavoro o nei luoghi di vacanza.

I rumori che ci infastidiscono possono provenire dall’esterno (traffico, presenza di locali notturni, macchinari) o dall’interno (rimbombo di tacchi sul pavimento, voci di vicini, impianti tecnologici rumorosi) e hanno effetti negativi sul comfort acustico dell’ambiente in cui viviamo. Questa sensazione a lungo andare influisce sul benessere personale provocando irritabilità e a lungo andare forme di stress e di affaticamento.

In Italia l’isolamento acustico è regolato dalla Lg 447/1995 sull'inquinamento acustico, dal DPCM 5-12-1997 che determina i requisiti acustici passivi degli edifici, dalla norma UNI 11367 Acustica in edilizia, che prevede quattro classi di efficienza acustica (dalla classe 1, la più silenziosa, alla classe 4, la più rumorosa) e dalla norma UNI 11444 del 2012. Queste direttive stabiliscono le prestazioni minime di isolamento acustico che gli edifici devono avere, a seconda della loro destinazione d’uso - scuole, ospedali, abitazioni - e a seconda della provenienza del rumore.

Le norme indicano i valori (minimi e massimi) in Decibel (dB) di diversi tipi di rumore all’interno degli edifici, come il rumore tra differenti unità immobiliari, il rumore esterno, il rumore da calpestio o quello dovuto ad impianti come lo scarico del bagno o gli ascensori. La normativa indica anche quali sono i punti dove si crea una maggiore dispersione sonora - pareti perimetrali, pareti divisorie, soffitto - così da poter agire in maniera efficace su di essi.

 

COME SI SCEGLIE UN ISOLANTE ACUSTICO

Quando un’onda sonora incontra una superficie, parte della sua energia viene dissipata sotto forma di energia termica dalla parete, una parte viene trasmessa oltre la parete e si propaga nell’ambiente confinante e una parte viene riflessa nell’ambiente da cui essa proviene. Ovviamente più un materiale presenterà caratteristiche fonoassorbenti, più l’energia sonora verrà assorbita e neutralizzata.

L’isolamento acustico rende difficile il propagarsi del rumore attraverso due tipologie di materiali: i materiali fonoisolanti, in grado di impedire il diffondersi del rumore all’esterno riflettendo il suono nell’ambiente da cui provengono, e i materiali fonoassorbenti, che possono assorbire completamente l’energia sonora.

Va sottolineata perciò la differenza tra l’assorbimento acustico e l’isolamento acustico, che spesso vengono confusi: i materiali fonoassorbenti vengono scelti per migliorare la qualità acustica negli interni (come per esempio in una sala da concerti), mentre i materiali con caratteristiche fonoisolanti sono utilizzati per proteggere gli spazi abitati dai rumori provenienti dall’esterno (all’interno, per esempio, di una abitazione).

Per assicurare una discreta qualità acustica ed evitare il fenomeno dell’eco, è consigliabile puntare su materiali fonoassorbenti che evitino il diffondersi delle onde sonore: per ottenere i risultati migliori essi vengono accoppiati con i materiali fonoisolanti. Molto importate è anche considerare uno spazio come un sistema costituito da parti diverse: non è sufficiente coibentare solo un controsoffitto o una parete, perché altre parti dell’abitazione o dell’ufficio più “deboli” permetteranno al suono di incanalarsi seguendo un’altra strada (pavimenti, pareti, soffitti).

 

GLI AMBIENTI: COME PROCEDERE PER L’ISOLAMENTO ACUSTICO

Pareti, soffitti, pavimenti e impianti che possono causare rumore vanno isolati acusticamente e resi “inoffensivi”.

Pareti. Condomini, uffici, alberghi hanno pareti che confinano con altri spazi da cui possono provenire rumori. Il DPCM 5-12-1997 prevede che tutte le partizioni verticali che dividono un’unità abitativa dall’altra devono essere dimensionate con un potere fonoisolante di almeno 50 dB.

Soffitto. Il rumore può provenire anche dal soffitto e per mitigarlo si può realizzare un controsoffitto “armato” con pannelli fonoassorbenti indicati sia per l’isolamento acustico che per quello termico. Poiché il rumore da calpestio proveniente dall’alto si potrebbe propagare anche lungo le pareti, per incrementare l’efficacia del controsoffitto è necessario effettuare degli interventi anche sulle pareti interne più vicine.

Pavimenti. In casa o nelle strutture dedicate all’ospitalità spesso c’è la necessità di limitare i rumori da calpestio: il pavimento va pertanto isolato acusticamente, inserendo all’interno di esso del materiale isolante. Per effettuare questo intervento sul solaio la scelta può privilegiare un materassino termoacustico oppure si può optare per un semplice tappeto in feltro da inserire nel pavimento e in grado di attutire il rumore.

Impianti. A volte gli impianti a funzionamento continuo, come gli impianti di riscaldamento o di condizionamento, sono rumorosi e possono arrecare disturbo soprattutto alla zona notte. Lo stesso disagio possono dare gli impianti a funzionamento discontinuo e non prolungato nel tempo, come gli scarichi idraulici e gli ascensori. La riduzione del rumore si può ottenere isolando le tubazioni e le condotte dell’aria con materiali isolanti a celle aperte.

 

Tags Realtà Mapei: #isolamento #approfondimenti

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