Da Realtà Mapei n° 143 - 11/09/2017

Novità al Guggenheim

Cambio al vertice della collezione Peggy Guggenheim di Venezia: un’occasione per fare il punto su interventi e nuove acquisizioni del museo.

Location icon New York

 

Philip Rylands ha lasciato la duplice carica di direttore della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia e di direttore per l’Italia della Fondazione Solomon R. Guggenheim. Una carriera iniziata nel 1979 come amministratore della Collezione, quando fu chiamato subito dopo la morte di Peggy Guggenheim. Nominato vicedirettore nel 1986 e direttore nel 2000, nel 2009 Rylands ha assunto anche l’incarico di direttore per l’Italia della Fondazione Guggenheim. Dal 1986 gestiva inoltre le attività, da parte della Collezione Peggy Guggenheim, del Padiglione americano alla Biennale di Venezia.

Durante la sua direzione, la Collezione è divenuta il museo di arte moderna e contemporanea più visitato in Italia e il secondo per numero di visitatori a Venezia subito dopo Palazzo Ducale. Nel 2015 la collezione d’arte veneziana è stata visitata da oltre 400.00 persone, il 70% delle quali straniere.

Tanti gli obiettivi raggiunti sotto la sua direzione, dal restauro di Palazzo Venier dei Leoni all’istituzione del Peggy Guggenheim Collection Internship Program.

Per la nomina del successore si è dovuto attendere sino agli inizi di giugno, quando Richard Armstrong, direttore della Fondazione Solomon R. Guggenheim, ha svelato il nome del nuovo direttore della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia e della sezione italiana dell’omonima Fondazione: Karole P.B. Vail, membro dello staff curatoriale del Guggenheim dal 1997 e nipote di Peggy Guggenheim.

Armstrong ha sottolineato come Karole Vail è solo il secondo direttore nella storia della Collezione Peggy Guggenheim dopo Philip Rylands, che ha guidato il museo per 37 anni e che diventerà ora direttore emerito.

Dopo gli studi d’arte seguiti a Londra, Karole Vail è lavorato come archivista e ricercatrice a Firenze, presso la casa editrice Centro Di, e come vice curatrice in progetti indipendenti. Recentemente, in collaborazione con l’Art Institute di Chicago e il Los Angeles County Museum of Art, ha curato per il Guggenheim Museum di New York la retrospettiva “Moholy-Nagy: Future Present”, e sta collaborando all’organizzazione dell’importante mostra su Alberto Giacometti, che sarà presentata a New York nel 2018.

 

I NUOVI SPAZI DELLA SEDE VENEZIANA

La Fondazione Solomon R. Guggenheim, creata nel 1937 a New York dallo zio di Peggy Guggenheim per gestire il proprio museo all’interno del famoso edificio a spirale progettato dall’architetto Frank Lloyd Wright, si dedica alla promozione della conoscenza e dell’interesse per l’arte, in particolare dell’arte moderna e contemporanea, attraverso mostre, programmi didattici, iniziative di ricerca e pubblicazioni. La rete museale del Guggenheim, nata negli anni Settanta quando alla sede di New York si è aggiunta la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, si è ulteriormente ampliata nel tempo fino a comprendere nel 1997 il Guggenheim Museum Bilbao e il Guggenheim Abu Dhabi, in corso di progettazione. 

Di esclusiva proprietà della Guggenheim Foundation, la Collezione si affaccia sul Canal Grande. Al suo interno il visitatore può ammirare la collezione d’arte personale di Peggy Guggenheim, ex moglie dell’artista Max Ernst e che qui aveva la sua abitazione privata. I lavori esposti includono alcuni esempi rappresentativi del modernismo statunitense e del futurismo italiano, oltre a opere cubiste, surrealiste e di espressionismo astratto, firmate da Picasso, Dalí, Magritte, Brancusi e Pollock.

Dopo essere appartenuto a Doris Castlerosse, l’edificio fu acquistato da Peggy Guggenheim nel 1949. Nel 1958, per migliorare la visibilità della ricca collezione, fu realizzato il padiglione porticato conosciuto come “la barchessa”. Nel 1980, pochi mesi dopo la sua morte, fu inaugurata la Collezione a lei dedicata sotto la gestione della Fondazione Solomon R. Guggenheim, che preparò un programma per realizzare spazi espositivi adeguati, con i relativi servizi, indispensabili per un’efficace gestione museale. I lavori che si sono succeduti nel tempo hanno dovuto tener conto dei tempi di apertura del museo e per questo motivo si è sempre operato con interventi mirati, funzionali e distribuiti su un lungo periodo di tempo.

Dal 2000 è partito un progetto organico di ricomposizione dell’area, che ha visto la realizzazione del nuovo ingresso, l’ampliamento dello spazio espositivo attorno alla terrazza e lungo la fondamenta, il trasferimento degli uffici amministrativi all’ultimo piano dell’edificio su Rio delle Torreselle, la razionalizzazione e l’adeguamento degli impianti necessari al funzionamento del complesso, la riorganizzazione dei percorsi per il personale e per i visitatori, in modo da consentire la massima flessibilità nell’organizzazione delle esposizioni, oltre ai percorsi esterni che mettono in comunicazione i vari giardini, posti a diversi livelli e collegati con elevatori per i portatori di handicap.

 

MAPEI E GUGGENHEIM: UN LUNGO SODALIZIO

Nel 2017 sono giunti al termine i lavori di ampliamento degli spazi, che hanno visto l’acquisizione nel 2015 di una porzione di giardino e di un piccolo edificio adiacente alla sede attuale della Collezione. Qui sono state realizzate due sale espositive Project Rooms, la conversione di una veranda in spazio espositivo per sculture e zona relax per i visitatori, un Education Center per laboratori e workshop per adulti e bambini e l’apertura di un rinnovato Peggy Guggenheim Cafè. Questo spazio luminoso e dotato di un’ampia veranda e un giardino delle sculture, ha potuto contare sui contributi dati dalle aziende che, come il Gruppo Mapei fanno parte di Guggenheim Intrapresæ. Tutti gli interventi effettuati all’interno della Collezione Peggy Guggenheim sono stati progettati dallo studio di architetti TheMa, di Giacomo di Thiene.

La Fondazione Solomon R. Guggenheim negli anni ha selezionato un gruppo di imprese, riunite in Guggenheim Intrapresæ, di cui fa parte anche Mapei (vedi box), con le quali ha instaurato un rapporto di reciproca collaborazione culturale.

Il legame tra Mapei e la Fondazione Guggenheim si è concretizzato in una serie di contributi, l’ultimo dei quali ha visto l’intervento sulla caffetteria (Realtà Mapei n. 138/2016), preceduto nel 2009 dall’opera di risanamento effettuata sulla facciata principale sul Canal Grande e sulla facciata che si apre su Rio delle Torreselle (Realtà Mapei n. 98/2009).

 

I 150 ANNI DI FRANK LLOYD WRIGHT E IL GUGGENHEIM MUSEUM

La collaborazione con Mapei è iniziata nel 2007-2008 con il restauro del prestigioso Solomon R. Guggenheim Museum di New York (Realtà Mapei n. 91/2008), per il quale l’architetto Frank Lloyd Wright lavorò dal 1943 sino al 1959, quando venne inaugurato. Proprio quest’anno ricorre anche il 150° anniversario della nascita del grande architetto americano, figura chiave del Movimento Moderno e sicuramente uno dei progettisti più influenti del XX secolo insieme a Mies van der Rohe, Le Corbusier e Alvar Aalto.

Wright, morto nel 1959 a 92 anni, durante la sua lunga vita professionale progettò circa 1.100 progetti, dei quali solo la metà effettivamente furono realizzati, tra cui alcune icone dell’architettura contemporanea: oltre al come la Casa sulla Cascata del 1937, il suo unico grattacielo Price Tower del 1952 il Guggenheim Museum di New York. Tanti gli appuntamenti negli Stati Uniti per festeggiare questo anniversario, tra cui quello del Museum of Modern Art-MoMA di New York che apre gli archivi della Fondazione Wright, mentre il Guggenheim Museum ha dato il via alle celebrazioni proprio l’8 giugno, data della nascita di Wright, con tour gratuiti dell’edificio, lezioni di storia dell’architettura e immagini di archivio dell’edificio in costruzione.

Il museo può essere considerato a ragione la summa di tutta l’opera di Lloyd Wright - unico nelle linee interne ed esterne e nella concezione strutturale, ma anche per la sua fragilità intrinseca: infatti in 45 anni è stato sottoposto a ben 7 interventi di restauro.

E se oggi se lo si può ammirare senza i segni lasciati dal tempo lo si deve soprattutto agli ultimi interventi di restauro, iniziati nel 2005 e terminati nel 2008 con un costo complessivo di 30 milioni di dollari. Interventi che furono preceduti da 3 anni di sopralluoghi, studi e analisi per individuarne i problemi e trovare le soluzioni migliori.

Mapei è stata scelta direttamente da Integrated Conservation Resources, la società incaricata di selezionare prodotti e sistemi da applicare nel restauro e che individuò nell’azienda il partner migliore per intraprendere un’operazione lunga e impegnativa. L’intervento è partito dalla rimozione di 11 strati di pittura ed è proseguito, dove necessario, con la messa a nudo dei ferri di armatura passivati con MAPEFER 1K. Successivamente è stato restaurato il calcestruzzo con la malta tissotropica PLANITOP XS e le fessure sono state sigillate con MAPLEFEX AC4. Tutte le superfici esterne poi sono state protette con la malta cementizia bicomponente per la protezione impermeabile del calcestruzzo MAPELASTIC, rafforzata nelle parti più delicate con il tessuto microforato MAPETEX SEL. A causa dei movimenti a cui la struttura architettonica del museo è soggetta, per l’intervento di finitura è stata utilizzata la rasatura colorata fibrorinforzata ELASTOCOLOR RASANTE applicata a spruzzo. Le superfici murarie a piano strada sono state protette prima con un ciclo di MAPELASTIC e poi con la pittura elastica e idonea al contatto diretto con l’acqua ELASTOCOLOR WATERPROOF. Dove necessario è stata applicata anche la barriera antigraffiti WALLGARD GRAFFITI BARRIER.

A restauro ultimato, il Guggenheim Museum è stato ufficialmente riaperto al pubblico il 22 settembre 2008, in tempo per festeggiare il cinquantesimo anno della sua costruzione, grazie anche al contributo dato da Mapei alla conservazione di quello che è considerato, a ragione, uno dei massimi capolavori dell’architettura moderna.

 

I 25 anni di Guggenheim Intrapresæ

“La Collezione Peggy Guggenheim è un’impresa culturale che funziona. Molti musei italiani potrebbero venire a scuola di Guggenheim” così ha dichiarato Giovanna Forlanelli, vice presidente della Fondazione Luigi Rovati e general manager di Rottapharm Biotech, durante il suo intervento alla celebrazione dei 25 anni di Guggenheim Intrapresæ tenutosi lo scorso 15 marzo alla Bologna Business School. Infatti “Fabbricatori di cultura. Dal modello Guggenheim Intrapresæ a nuove forme di creatività aziendale”, momento clou dei festeggiamenti per l’anniversario,  partendo proprio dall’esperienza di Guggenheim Intrapresæ ha voluto presentare le case history di imprenditori innovatori.

Primo e più conosciuto programma italiano di sostegno privato a un museo che vede coinvolte importanti realtà imprenditoriali nazionali e internazionali - tra cui Mapei - Guggenheim Intrapresæ ha reso possibile una programmazione culturale dinamica e originale della Collezione Peggy Guggenheim.

 

La storia di Guggenheim Intrapresæ inizia nel 1992, quando un gruppo di aziende ha avuto l’idea di unire l’eccellenza nel proprio settore alla passione per l’arte che le caratterizzava, facendo del sostegno alle attività della Collezione Peggy Guggenheim un fiore all’occhiello. Da allora la crescita del progetto è stata costante; oggi il gruppo è composto da 22 realtà imprenditoriali: Acqua di Parma, Aermec, Allegrini, Apice, Arclinea, Arper, Distilleria Nardini, Florim, Foodies Bros, Gruppo Campari, Hangar Design Group, Istituto Europeo di Design, MST-Gruppo Maccaferri, Reggiani Illuminazione, René Caovilla, Rubelli, Safilo Group, Swatch, Orsoni e il Gruppo Mapei.

Come ha sottolineato durante l’incontro di Bologna Michela Bondardo, che di Guggenheim Intrapresæ è stata l’ideatrice, “Intrapresæ nasce dall’idea di andare oltre il concetto di sponsor. L’obiettivo era trovare una fonte sostenibile per il museo e dare l’occasione alle imprese di creare un nuovo pensiero”.

L’anniversario dei 25 anni è stato anche l’occasione per rinnovare l’immagine coordinata del progetto con un nuovo naming - Guggenheim Intrapresæ -, un nuovo pay-off - Condividiamo una passione. Disegniamo il futuro - e una nuova immagine che ruota intorno al segno grafico del “+”, simbolo di unione e di crescita.

 

Scheda progetto

Cantiere museo d'arte moderna
Località New York, USA
Sottocategoria MUSEO
Costruito nel 1937
Inaugurato nel 1939
Intervento protezione dei ferri di armatura; recupero di numerose sezioni di superfici in calcestruzzo degradato; impermeabilizzazione e protezione delle superfici esterne in calcestruzzo con una finitura elastomerica
Inizio e fine dei lavori 2008
Tipo di intervento Impermeabilizzazione, Recupero calcestruzzi
Committente Solomon R. Guggenheim Foundation, New York
Imprese esecutrici Nicholson and Galloway Inc., New York
Progettisti Frank Lloyd Wright
Architetti (implicati nei lavori) Wank Adams Slavin Associates e Robert Silman Associates, New York
Direttore lavori FJ Sciame, New York
Tags Realtà Mapei: #sostegno #pillole #cultura

Rimani in contatto

Iscriviti alla nostra newsletter per essere sempre aggiornato sulle novità Mapei