Intervista a:

Veronica Squinzi

Amministratore Delegato di Mapei.

Da Realtà Mapei n° 167 - 15/11/2021

Un legame stretto tra impresa e territorio per “creare il futuro”

Parla Veronica Squinzi, Amministratore Delegato di Mapei.

“Connecting Minds. Creating the Future” è il tema di questa edizione che, per la prima volta, viene ospitata nella regione ME.NA.SA. (Medio Oriente, Nord Africa, Sud Asia), un’area dove Mapei sta rafforzando la propria presenza.
Quali connessioni attiva Mapei tra talenti internazionali per creare il futuro delle comunità 
locali?
Il tema di quest'anno di Expo è “Connecting Minds, Creating the Future”, un’idea che è sempre stata alla base anche della strategia di Mapei. Siamo nati in Italia quasi 85 anni fa e, ampliando sempre più la nostra presenza nei vari Paesi, abbiamo contribuito a connettere persone di tutto il mondo rispettando e valorizzando le risorse locali e seguendo, allo stesso tempo, i valori e la qualità che ci contraddistinguono.

Oggi siamo una realtà internazionale, presente in tutti i continenti e stiamo investendo tanto in nuove società e risorse locali perchè crediamo che questo ci permetta di creare del valore nel Paese in cui operiamo e di conoscere meglio il mercato e le sue dinamiche.

Poter sfruttare le esperienze dei vari territori ci arricchisce e ci fa crescere in un modo sano, mantenendo sempre alti i nostri valori - qualità, sostenibilità, ricerca - e ci permette di avere prodotti altamente specializzati in grado di risolvere tutti i problemi che si possono presentare in cantiere.

Qual è l’approccio di Mapei all’internazionalizzazione?
In ogni paese del mondo dove operiamo, oltre a creare le strutture per sostenere la nostra attività, ci affidiamo a risorse locali competenti e sensibili al tema della sostenibilità.

Il nostro duplice obiettivo è far crescere l’azienda e, allo stesso tempo, contribuire allo sviluppo della comunità locale. Siamo, infatti,convinti che non si possa “creare futuro” senza uno stretto legame tra impresa, territorio e società.

 


Mapei rinnova il proprio supporto all’Expo. Che valore ha oggi questa manifestazione e cosa rappresenta per il sistema Italia?
ExpoDubai 2020, come tutte le Esposizioni Universali, è una grande vetrina sul mondo che, quest’anno in particolare, rappresenta un’opportunità per dare prova della capacità creativa e imprenditoriale del sistema Italia e riaffermare le nostre eccellenze dopo il difficile momento che abbiamo attraversato.

Mapei, da anni ambasciatore del saper fare italiano, non poteva mancare a questo appuntamento e si è messa a disposizione dei progettisti per dare il proprio contributo a rendere memorabile la visita al Padiglione Italia.

 


Il Padiglione Italia è
 un’officina di collaborazione e innovazione “Made with Italy”. Qual è stato il contributo di Mapei a questo laboratorio di idee che ha visto coinvolti altri campioni dell’eccellenza italiana per dare forma al concept design “La Bellezza unisce le Persone”?
Nel concept design “La Bellezza unisce le Persone”, intesa non come bellezza puramente estetica ma come “armonia del bello, del vero, del buono e del giusto", abbiamo trovato una forte analogia con la nostra attività. I prodotti e le soluzioni Mapei, infatti, non si vedono ma grazie alla loro innovazione e specializzazione contribuiscono a rendere più belle, sostenibili e durature le opere, dando forma alle idee dei progettisti.

È quello che abbiamo fatto anche per il Padiglione Italia.
Rendendo possibile l’utilizzo nel progetto di materie iconiche per la cultura italiana e araba come il caffè, la buccia d'arancia, la sabbia del deserto, abbiamo dato forma a una delle idee portanti del Padiglione Italia: la mediterraneità intesa come coesistenza di culture.

 


Quanto è importante la sostenibilità?
Nel concetto di “bello” noi includiamo anche la sostenibilità e la durabilità di tutto quello che realizziamo collaborando con i progettisti e con i grandi contractor: non solo grandi opere ma anche progetti che poi saranno utilizzati nel quotidiano da migliaia di persone.

Connessioni globali
per il mondo di domani


Il 1° ottobre si è alzato il sipario su Expo 2020 Dubai, prima esposizione universale a tenersi in un Paese dell’area Medio Oriente/Nord Africa/Sud Asia.
Prevista nel 2020 e poi rimandata a causa dell’emergenza sanitaria, si concluderà il 31 marzo 2022.

Nel 50° anniversario della fondazione degli Emirati Arabi Uniti, Dubai diventa così una grande vetrina per i Paesi partecipanti, che presentano una selezione di idee e progetti innovativi ispirandosi al claim della manifestazione, “Connecting minds, creating the future”. 


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Un tema articolato, declinato in tre parole chiave intorno a cui la comunità globale si raccoglie con lo scopo di trovare soluzioni a questioni fondamentali: sostenibilità (progresso e prosperità senza compromettere i bisogni delle generazioni future), mobilità (sistemi innovativi di logistica, trasporto e comunicazione), opportunità (creare un futuro migliore liberando il potenziale dei singoli e delle comunità).


I numeri della manifestazione sono imponenti: oltre 200 padiglioni, 191 Nazioni partecipanti, circa 25 milioni di visitatori attesi che saranno accolti su una superficie totale di 4,3 km2 (pari a 613 campi da calcio). Da Expo ci si attende un rilancio dell’economia di Dubai pari a 33 miliardi di dollari, con la creazione di quasi 300.000 posti di lavoro. Il tutto con un’attenzione particolare alla sostenibilità del progetto: il sito Expo ha ottenuto la certificazione CEEQUAL, mentre circa il 90% dei materiali utilizzati nella costruzione sarà poi riutilizzato per creare edifici permanenti.


Mapei è presente a Expo come "Partner of Italy Pavillon at Expo 2020 Dubai" e ha fornito i propri prodotti per realizzare numerosi padiglioni, aree di ospitalità e infrastrutture. Nel servizio speciale contenuto nel numero 167 di Realtà Mapei sono raccontati questi interventi, che hanno visto la creazione di prodotti ad hoc e la presenza costante dei tecnici Mapei sul sito. 

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