Da Realtà Mapei n° 158 - 03/03/2020

Romano Prodi: quel giorno che Adriana Spazzoli mi chiese la tesi di Laurea

Ho incontrato per l’ultima volta la signora Adriana, sofferente e addolorata, alle esequie di Giorgio nella solennità del Duomo di Milano. Sembrava quasi volerlo seguire, come purtroppo presto è accaduto, per terminare con lui una lunga vita trascorsa insieme in famiglia, nel lavoro e nell’impegno civile.

In quel momento mi venne spontaneo ritornare con la memoria a quasi 50 anni indietro, quando Adriana venne da me a chiedere la tesi di laurea che svolse poi in maniera egregia, con quel piglio e quella capacità di iniziativa che l’accompagnarono per tutta la vita.

Anche in questo caso, come quasi sempre accade, i rapporti si sono interrotti subito dopo la laurea. Dopo qualche anno, la ritrovai come moglie e collaboratrice di Giorgio e, da allora, ho ripetutamente avuto la possibilità di seguire l’evoluzione e la crescita della sua attività imprenditoriale. E mi ha fatto certamente piacere che Adriana abbia spesso ricordato il suo periodo universitario come fondamentale per la sua attività successiva. Faceva infatti parte di un gruppo di studenti che, iscritti in un piccolo numero nella facoltà di Scienze Politiche, appena creata nell’Università di Bologna, potevano partecipare a lezioni e seminari non solo innovativi, ma che si fondavano su rapporti continui e quasi familiari con i compagni di corso e con i docenti.

Un gioco di squadra che l’ha accompagnata per tutte le tappe della sua complessa attività, prima e dopo il suo ingresso nella Mapei, dove ha accompagnato e sostenuto la crescita interna e i complessi rapporti esterni di un’impresa che, dall’Italia, si è ramificata in tutti i diversi continenti e che, attraverso un continuo processo di innovazione, è entrata nei più diversi settori dell’attività edilizia: dalle piastrelle ai grandi manufatti in cemento, dalle sempre più preziose finiture degli interni, fino alle dighe sui più grandi fiumi del mondo.

Un’attività di marketing e comunicazione che l’ha obbligata a curarsi dell’infinito numero di impianti che le particolarità del settore rendeva necessario spargere in tutto il mondo per essere sempre vicini alle esigenze del mercato.

Questa necessità di girare per l’intero pianeta non le ha fatto però dimenticare le radici italiane e il suo legame con il territorio nel quale la Mapei era nata e aveva ottenuto i suoi primi successi. Da qui la sua particolare passione per il Sassuolo Calcio e la sua attività sociale nella Presidenza di Sodalitas.

In fondo in entrambi i casi si è concretamente espresso il suo senso civico. Portare nella massima serie il Sassuolo non era solo un’impresa sportiva, ma era un omaggio alla città che era stata alla base della trasformazione della Mapei: da impresa di modeste dimensioni a leader del mercato mondiale.

A sua volta la presidenza di Sodalitas ha reso manifesto il suo concreto impegno in un’opera di attività sociale a servizio della regione dove la Mapei è nata e dell’Italia dove ha sempre conservato il suo cervello e il suo cuore, anche negli anni in cui la grande parte della sua attività correva oltre i nostri confini.

Adesso tocca alla nuova generazione portare avanti questa complessa ma appagante presenza della Mapei nella vita economica e sociale. In un mondo divenuto sempre più complicato non sarà un compito facile, ma sarà certo reso meno arduo dal gioco di squadra che Adriana e Giorgio hanno loro insegnato.       

Tags Realtà Mapei: #maismetteredipedalare

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