Da Realtà Mapei n° 158 - 03/03/2020

Per noi sarà sempre la Regina delle Madrine

“Salutiamo la Regina delle Madrine” è una frase che ho scandito spesso al microfono in convention, gare e riunioni conviviali in cui Mapei era coinvolta. Era un omaggio a gentilezza e professionalità della dottoressa Adriana Spazzoli. Ora la dottoressa si trova lassù ed esserne orfani è un’enorme sofferenza. Era una donna speciale, sempre all’altezza della situazione, capace di motivare i collaboratori ma altresì di rincuorarli e andare incontro ai loro problemi.

Mapei è entrata nel ciclismo professionistico nel ’93, però io ho conosciuto i coniugi Squinzi nell’ottobre 1994. Mi invitarono a commentare come speaker-live il Trofeo Mapei di ciclocross nei prati dello stabilimento di Mediglia. Dopo svariate ore di commento, durante una pausa, rimasi stupito vedendo proprio la dottoressa Adriana che mi portava bibite e panini. “Incredibile – mi sono detto – è la moglie di un industriale-mega e viene lei col vassoio a portarmi la merenda”. Ciò dava l’idea della signorile semplicità della persona e della cordialità tipicamente romagnola della signora Squinzi, che logicamente si divertì anche a premiare gli atleti. E nei giorni successivi al cross la dottoressa mi convocò in via Cafiero: “Abbiamo bisogno della sua competenza – mi disse – per la stesura di testi per la nostra rivista, comunicati stampa e altro”. Accettai e alle prime riunioni operative in vista di conferenze stampa, presentazioni e fiere mi resi conto che la dottoressa Spazzoli e il dottor Squinzi mi avevano fatto salire su un pianeta speciale

Quella della Regina delle Madrine per la squadra di ciclismo era passione genuina, andava oltre gli interessi pubblicitari. Era il 14 maggio ’95, si correva la seconda tappa del Giro d’Italia, la cronometro da Foligno ad Assisi. Pioveva a dirotto ma lei, incurante della pioggia, attendeva ogni alfiere Mapei-GB oltre l’arrivo. Era inzuppata, però voleva abbracciare ogni corridore a prescindere dal tempo ottenuto. Tony Rominger vinse la tappa e le dedicò la conquista della maglia rosa.

Alla “Regina” piacevano molto i miei aneddoti di ciclismo e sport in generale e in ufficio, nell’impostare i programmi di fiere e presentazioni era meticolosa, lungimirante e, in senso buono, sapeva prevedere il peggio. Non trascurava nulla ed eventi da lei coordinati a metà anni ’90 e nei periodi successivi ancora oggi vengono rievocati come esempi da seguire. Quasi nulla era impossibile per lei.

Nell’autunno ’96 i vertici Mapei decisero all’improvviso di partecipare ad una fiera interattiva di sport nei vecchi padiglioni di Milano City. A tempo di record anche grazie ai consigli della dottoressa il nucleo sportivo Mapei riuscì a creare un evento nell’evento, “Ciclopus”, con spettacoli, premiazioni, interviste. È vero, mi piace parlarne anche perché i coniugi Squinzi elogiarono molto lo staff sportivo. Grazie alle strategie della dottoressa negli anni la squadra di ciclismo è diventata un fenomeno d’aggregazione e ogni cliente Mapei si sentiva fortemente coinvolto. Tante attenzioni della “Madrina” erano rivolte al design della maglia del team ciclistico che ancora oggi è tra le più richieste. Nell’aprile ’98 decisi di condurre un’inchiesta di mercato sul campo: mi misi davanti alla Villa Reale di Monza a verificare la percentuale di maglie Mapei indossate dai cicloamatori di passaggio. Erano ben il 23%. La dottoressa mi elogiò per l’iniziativa e i dati vennero utilizzati in riunioni vendita e convention.

Giorgio Squinzi, Adriana Spazzoli, come voi nessuno mai.   

Tags Realtà Mapei: #maismetteredipedalare

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