Da Realtà Mapei n° 158 - 03/03/2020

Una generosità sempre nel segno della discrezione

Cara Adriana,

permettimi di rivolgermi così a te, dando voce ai sentimenti e ai pensieri di tanti che oggi sono qui nell’accompagnarti in quest’ultimo tratto di strada in mezzo a noi.

Potrei elencare le migliaia di persone che a diverso titolo ti hanno incontrata, conosciuta e amata e che, a 50 giorni dalla morte del tuo amato Giorgio, non riuscirebbero a dire parole più belle di quelle che Lorenzo (8 anni) ha detto l’altro giorno: "Nonna Adriana è insieme con nonno Giorgio, non sono più malati e adesso ci sono più vicini".

Sì, per una misteriosa cadenza del tempo, a 50 giorni dalla morte di Giorgio hai terminato la tua battaglia, hai abbassato la guardia nella tua lotta contro il male come a voler sugellare la pienezza della vostra unione. Questa è stata la vostra forza, la fonte della vostra energia che vi ha permesso di realizzare quello che è sotto gli occhi di tutti.

Il riconoscimento che viene attribuito a una solida famiglia per i risultati che ha portato per il bene della città e del Paese, per le relazioni che ha costruito, per la solidarietà diffusa è già eloquente di per sé. Non ha bisogno di pubblicità, come tra l’altro era loro costume, tanto erano riservati e rispettosi. E Adriana avrebbe di che rimproverarmi oggi.

Ricordo le innumerevoli volte in cui dopo l’ennesimo gesto di solidarietà, mi diceva: “sì, ma non dire niente!”. E mi sembra dicendo questo adesso quasi di tradire la loro discrezione, ma oggi è importante ricordare e ringraziare il Signore per averli incontrati. E tanto più intenso è stato il legame e l’affetto, tanto più umanamente vorremmo trattenere le persone, vorremmo tenere stretti gli affetti… e invece arriva il momento in cui dobbiamo lasciarli andare. A questo momento Adriana è arrivata con grande fede. Il mio congedo da lei è stato con le parole del salmo 21, quel salmo che, fino all’ultimo attimo di consapevolezza e di coscienza, ha chiesto le venisse letto: "Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla. Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me".

Morire così, compiere con queste parole sulla bocca e nel cuore il grande passaggio è possibile solo grazie alla fede nel Signore amato non solo come guida e pastore, ma anche come compagno di viaggio che ha condiviso con noi la valle oscura, il cammino faticoso e difficile. Era questa la fede ferma e forte di Adriana che nemmeno la malattia è riuscita a scalfire. Ma volete che l’intraprendenza imprenditoriale di Adriana, l’amore che ha avuto per i bambini, la sua dedizione alla famiglia… che tutto questo finisca in niente? Il dono più bello che abbiamo che è la vita, pur con tutta la sua fragilità, non può finire nel nulla.

Allora in questo momento, quasi come preghiera, facciamo nostre le parole del piccolo Lorenzo: adesso che tu e Giorgio siete insieme e non siete più malati, ci siete più vicini.

 

 

Testo tratto dall'omelia di Padre Bettoni durante il funerale di Adriana Spazzoli

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