Da Realtà Mapei n° 158 - 03/03/2020

Quando l’arte incontra la cultura aziendale

 

Quando la dottoressa Spazzoli entrava in una stanza, immediatamente si percepiva la sua presenza. Forse per quel suo sorriso aperto e contagioso, senz’altro per quel carisma gentile e coinvolgente che riusciva a mettere in dialogo e a proprio agio le persone.

Conobbi Adriana, insieme al dottor Squinzi, all’epoca dell’entrata di Mapei in Guggenheim Intrapresae, un gruppo di aziende che, credendo nel valore formativo e creativo del processo artistico, sostengono le attività della Collezione Peggy Guggenheim. Mi colpì subito la sua invidiabile capacità di cogliere con un rapido sguardo la situazione e proporre soluzioni praticamente perfette, originali ma realizzabili, efficaci e sempre ispirate dalla volontà di divulgare la forza educativa dell’arte e la sua funzione strategica nei processi di sviluppo aziendali. Fu così quando, nel 2015, celebrammo Jackson Pollock, l’artista americano che con la tecnica del gocciolamento del colore sulla tela stesa a terra scardinò non solo le regole dell’arte ma la percezione stessa della sua creazione, Adriana ebbe l’idea di coinvolgere tutte le aziende del gruppo a farsi portavoce della promozione delle mostre e dei programmi collaterali costruendo una evento stampa nella sede del Sole 24 ore che, in una nevosa mattina di febbraio, diede il là a quelle celebrazioni. 

Credo sia sufficiente una parola per riassumere ciò che sembrava ispirare Adriana, ed è bellezza.

Intesa nel senso di un generoso e genuino, onesto e profondamente umano desiderio di condividere quel senso di benessere che lei, insieme al dottor Squinzi, grandi amanti dell’arte e della musica, sapeva essere uno strumento meraviglioso per aiutare le persone a stare meglio, sia professionalmente che personalmente. Per questo motivo organizzava le visite guidate al museo con i suoi architetti, designer e fornitori per fare insieme un viaggio di scoperta e ispirazione che si concludeva sempre sulla terrazza panoramica del museo per godere del tramonto sul Canal Grande in un’atmosfera, ogni volta straordinaria nella sua spontaneità, di orgoglio e unione tra tutti gli ospiti. Mi è sempre parsa la prova dell’espressione di un’azienda che, nonostante la dimensione, rimane una impresa famigliare con il suo ineguagliabile patrimonio di valori. E Adriana, con le sue meravigliosi doti di raffinata ma pragmatica comunicatrice sapeva trasmettere con una maestria unica. Anche divertendosi. Impossibile dimenticare l’invito a partecipare a un allenamento del Sassuolo Calcio con tutti i rappresentanti delle aziende del gruppo Intrapresae. La foto sugli spalti con le sciarpe della squadra e gli autografi del calciatori. Si respirava una tale sensazione di coinvolgimento, piacere e unione che era palpabile il motivo per cui il dottor Squinzi e Adriana credessero tanto nello sport. Sì, lei sapeva fare squadra coniugando, da grande leader quale era, rigore e empatia, strategia aziendale e responsabilità sociale lasciando così un esempio nel quale i suoi amatissimi nipoti e la loro generazione potranno trovare sempre una fonte preziosa d’ispirazione.

Tags Realtà Mapei: #maismetteredipedalare

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